All’agro, ripassata con aglio, olio e peperoncino e, nella varietà “catalogna spigata”, sfilzata per ricavarne le puntarelle. La cicoria ha un posto speciale nella cucina romana, che ha saputo apprezzare e sfruttare il suo tipico sapore amarognolo in molti modi.

D’altra parte, come riportano diverse testimonianze storiografiche e  letterarie, la cicoria era di casa sulle tavole dei romani già dai tempi dell’Urbe. Tra gli altri, ne parlano Orazio, Giovenale, Plinio, Apicio, Columella e Galeno, il quale ne loda le proprietà benefiche nei suoi trattati medici.